Il piennolo

Grappoli rossi colorano le tettoie di vimini delle case ischitane; sono i piennoli di pomodoro una vera e propria arte che trova le sue radici nell’isola d’Ischia. L’isola ha una profonda tradizione di terra, tanti sono i contadini nelle zone interne, quelle meno conosciute, ma al tempo stesso più autentiche. Molti di loro sono i custodi di tecniche antiche di conservazione come questa del piennolo di pomodoro realizzato per disporre del prodotto come se fosse sempre fresco.
Queste trecce di pomodori vengono realizzate, infatti, per conservare i prodotti della nostra terra anche in periodi di fuori stagione. A giugno le terre ischitane si riempiono di quest’oro rosso dal gusto davvero inimitabile. Ed è proprio per conservare quel gusto che, soprattutto le persone anziane, continuano ad adottare la tecnica del “piennolo”.
Raccolti in “schiocche”, ossia in grappoli interi, nei mesi estivi, i pomodori vengono raggruppati su dei rami di ginestre. Legate insieme vanno a comporre un grappolo che viene poi appeso in alto, tramite un nodo, in luoghi lontani dall’umidità così da evitare la formazione di batteri.
É importante a tal proposito che i rami di ginestra siano giovani; più lo sono e maggiore sarà infatti l’elasticità per lavorarli. Qualche altro utilizza lo spago o la corda, ma la tradizione prevede l’utilizzo della ginestra.
Così facendo il pomodoro matura lentamente e si mantiene sempre fresco anche nei mesi invernali.
Il sapore di questi pomodori del piennolo è davvero unico; provate a mangiare una fetta di pane con un paio di questi pomodori su, oppure il coniglio all’ischitana; con i pomodori del piennolo è tutta un’altra storia.

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