“Ischia” è il titolo del romanzo noir di Gianni Mura, giornalista sportivo amico dell’isola d’Ischia tanto da ambientare sul suo territorio il suo secondo romanzo edito da Feltrinelli.
“Ischia” è un po’ il sequel di “Giallo su giallo” primo libro dell’autore; in entrambi i protagonisti sono il commissario Jules Magrite insieme con il giudice Michelle Lapierre.
Nel libro, oltre che un noir, si cela una vera e propria guida dell’isola d’Ischia. D’altronde, i protagonisti, vi approdano proprio seguendo un consiglio di un amico che ha fatto loro una lista di posti dove mangiare, cose da fare e monumenti da vedere.
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Il commissario Magrite è infatti a Ischia per una vacanza, una piccola pausa amorosa in compagnia con il giudice Michelle Lapierre. La loro tranquillità viene però sconvolta dall’omicidio di un giovane romeno e Magrite, ligio al dovere, si lascerà coinvolgere nonostante fosse lì in vacanza. Fondamentale l’incontro con Peppe le Couteau o anche Peppe ‘o francese; sarà per lui infatti più che una guida; gli farà scoprire aspetti nascosti dell’isola, trame buie, nonostante i colori chiari del cielo e del mare.
Sarà durante le chiacchierate con Peppe ‘o francese, mentre Michelle è intenta nelle cure termali, che usciranno i problemi dell’isola. Le sei amministrazioni diverse in un territorio non troppo ampio, e l’abusivismo edilizio richiamato alla mente con il triste ricordo della frana che colpì, era il 2006, monte Vezzi uccidendo 3 persone, un papà con le sue due figlie.
Insieme ai ricordi brutti, ci sono però quelli belli, di quando Truman Capote sceglieva Ischia per le sue vacanze, l’isola dove l’orologio non serviva affatto, un racconto nel racconto del suo reportage pubblicato da “L’Europeo” nel luglio del 1950, dal titolo “L’isola senza tempo”.
E quell’isola senza tempo offrì esilio a Rachele Mussolini, a Forio e, restando nella sfera politica, qui sull’isola vide la morte, l’anarchico Gino Lucetti, passato alla storia per aver tentato di uccidere Benito Mussolini.
Tra una bruschetta, una porzione di spaghetti alle vongole e tante altre prelibatezze innaffiate da ottimo vino rigorosamente ischitano, la vacanza del giudice Michelle Lapierre e del commissario Magrite termina non senza sorprese, ciò che non finisce è l’amore che l’autore, Gianni Mura, prova per l’isola d’Ischia tanto da celebrarne doti e misfatti in un libro che è davvero un unicum della letteratura ambientata qui sull’isola.
